Quando dal palcoscenico arrivano lezioni di vita

nanni2Un tema difficile. Anzi scomodo.
Uno di quelli di cui non si vuole parlare semplicemente perché non affrontarlo nascondendo la testa sotto la sabbia come gli struzzi è più comodo.
Eppure è un tema di dignità.

Stiamo parlando della figura professionale dell’assistente sessuale; riconosciuta da tanti paesi civili  (dalla Germania alla Svezia), ma non dall’Italia.

Eppure è un tema di civiltà.

Una figura che deve esistere così come ne esistono tante altre. Inutile far finta di niente ma handicap e sessualità non è argomento da convegni e seminari, figuriamoci se lo è da teatro.

Ma è una realtà che sempre sbatte in faccia all’improvviso, a un certo punto della vita, a tantissimi genitori perché anche i portatori di handicap (sia fisico che psichico) hanno sentimenti e desideri sessuali anche se lo ignoriamo.

Tantissimi genitori sono costretti a chiedere aiuto alle prostitute per far “passare del tempo” al figlio imperfetto.
Ma la signorina è una professionista che fa altro e che non è sicuramente preparata e formata a stare in equilibrio su un filo delicatissimo.
Una situazione imbarazzante per tutti e due, anzi tre se ci mettiamo nel mezzo il genitore che fa da “ruffiano”.

Eppure in Toscana alcuni anni fa si è provato a regolamentare questa figura professionale, ma la legge è ancora lontana da divenire realtà nel nostro bel paese.
E così esistono i figli di nessuno, senza diritto a una carezza, ad un rapporto affettivo, a conoscere il proprio corpo e quello degli altri.

Provate ora a pensare che tutto questo “carico” venga trasformata in una piece teatrale.
E ci vuole del coraggio, anche in questo.
E questo coraggio lo hanno trovato Alessandro Riccio e Gaia Nanni che sul palco diventano il tenerissimo Stefanino e la spaesata Halina in “H come amore”.

Uno spettacolo che è una lunga vibrazione di emozioni. Un’ora e mezzo a fiato sospeso e occhi lucidi dove si squarcia un muro di imbarazzi, indifferenze e ignoranza.
Semplicemente e senza fronzoli. Non hanno bisogno di altro Alessandro e Gaia. Sul palco è solo la loro anima che coinvolge, avvolge e coinvolge fra battute amare, talvolta feroci come solo queste persone speciali sanno fare e riflessioni che colpiscono come pugni dritti nello stomaco.

Un’impeccabile interpretazione degli attori, ma soprattutto un incredibile messaggio agli ipocriti benpensanti e bigotti che non vedono, non sanno e non legiferano.
Grazie Alessandro, grazie Gaia da parte di tutti gli Stefanino del mondo!

 

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