Quando i Conticini non tornano

23/12/2013 Firenze, il sidaco di Firenze Matteo Renzi incontra la stampa per gli auguri di fine anno

20160525_132859Nei giorni scorsi, chissà per quale motivo, qualche quotidiano ha scoperto ciò che altri dicono, investigano e indagano da anni.
Ornella De Zordo ex consigliere comunale, Tommaso Grassi consigliere di Sel e Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia da anni contestano e lottano per far emergere alcune di quelle notizie non allineate.

E’ facile capire come mai, proprio oggi che il premier affronta un calo di consensi, si decida di raccontare la scoperta dell’acqua calda.
Anche se la fortuna è sempre dalla parte dell’ex ciuffo di Rignano perché, fra attentato di Nizza e golpe di Turchia, la notizia non ha avuto il clamore che avrebbe avuto se avesse sfiorato qualche altro politico.

“C’è un groviglio poco armonioso dietro Andrea Conticini, agente di commercio indagato per riciclaggio, marito di Matilde Renzi, sorella di Matteo” scrive il Fatto Quotidiano.
“Un incrocio dove si trova di tutto, dalle aziende di famiglia del premier agli scout dell’Agesci, da un’organizzazione umanitaria come l‘Unicef in Etiopia fino a una società di Dakar in Senegal ma con sede in Inghilterra, dalle banche popolari come la Bcc di Pontassieve alla Federcasse Toscane.
E ancora: consulenze al ministero della Difesa e finanziamenti a pioggia di tante partecipate fiorentine senza gare d’appalto, da Firenze Parcheggi – un tempo in mano a Marco Carrai – fino a Publiacqua, l’azienda che gestisce il sistema idrico del capoluogo toscano.”

Ed eccoci alla notizia. All’inchiesta coordinata dai pm Luca Turco e Giuseppina Milone, che mette un piede nelle case e nei conti della famiglia Renzi indagando su una strana triangolazione di denaro – si parla di svariate centinaia di migliaia di euro – che sarebbe transitato dall’Unicef verso la Play Therapy Africa Limited, soldi che sarebbero poi stati reinvestiti in Italia illegalmente.

Centrale, secondo i pm che di buon’ora hanno bussato alla porta della casa della sorella del premier per sequestrare carte e pc del marito Andrea è il ruolo di Alessandro Conticini – fratello maggiore di Andrea – che ha anche quote nella Dot Media, l’agenzia di comunicazione vicina a Renzi di cui il marito della sorella Matilde è agente – che è stato direttore in Etiopia dell’Unicef, nonché titolare della Play Therapy fino alla chiusura nel dicembre del 2013, quando l’organizzazione aveva sede nell’East Sussex.
La segnalazione dei movimenti sospetti di denaro sarebbe arrivata alla procura da Bankitalia e punta il dito contro i tre fratelli Conticini: Andrea, che dovrà rispondere di riciclaggio, il gemello Luca e appunto Alessandro di appropriazione indebita.

Gli avvocati della difesa spiegano che chiariranno ogni cosa, ma allo stesso tempo riemergono dal passato vecchie polemiche su Andrea Conticini, che anni fa qualcuno soprannominò il Tulliani di Renzi, in ricordo del cognato di Gianfranco Fini e della villa a Montecarlo, vicenda che sancì la fine politica dell’ex leader di Alleanza Nazionale.
Del resto, le indagini su Conticini a Firenze non lasciano tranquillo quasi nessuno intorno al circolo renziano.
Perché parlare di Alessandro Conticini significa parlare di Dot Media Srl, ma pure di Eventi6 o di Chil Post, fondata da papà Tiziano Renzi e dove Matteo ha lavorato fino al 2003 (Andrea ne è consulente).
Ma è la Dot Media quella da più grattacapi perché sono soci di maggioranza (50%) Lilian Mammoliti moglie di Patrizio Donnini ideatore della società nata da una costola della Web&Press già finita nell’occhio del ciclone per l’affaire Lusi, attuale amministratore di Pd consulting e già curatore della comunicazione del sindaco di Firenze Dario Nardella, della candidata in Veneto Alessandra Moretti, dei fratelli Pittella e oggi consulente del ministro della Difesa Roberta Pinotti.
Non solo. Amministratore delegato di Dot Media con quote per il 10% è Davide Bacarella, anche lui oggi consulente a palazzo Baracchini e infine c’è Matteo Spanò, presidente del Consiglio Nazionale dell’Agesci, gli scout dove ha militato Renzi, ma soprattutto del Cda della Bcc di Pontassieve, già saltata agli onori delle cronache per un mutuo da 500 mila euro alla Chil Post del papà di Renzi, poi finita sotto indagine per bancarotta fraudolenta.

Da anni, e precisamente dalla salita di Matteo Renzi alla poltrona di sindaco di Firenze Grassi, Donzelli e De Zordo contestano soprattutto la gestione “pubblica” di Dot Media azienda spuntata dal nulla e senza grosse professionalità specifiche che vinceva commesse senza gara con le municipalizzate.
Publiacqua (celebre la rottura di un mega tubo a Ponte Vecchio e nel cui cda ha avuto il primo incarico il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, di cui è stato direttore quell’ Erasmo D’Angelis poi sottosegretario alle Infrastrutture a Palazzo Chigi nel governo Letta e per un periodo direttore de l’Unità e alla cui guida siede oggi Filippo Vannoni consulente del governo per le politiche economiche e marito dell’ex dirigente del comune di Firenze ed ex capo di gabinetto di Renzi sindaco Lucia De Siervo), che pagò a Dot Media 82.325 euro dal 2010 al 2012. Mukki, la centrale del latte di Firenze, 99.500 euro nel 2011, dei quali 69.300 per la campagna pubblicitaria ‘Latte Toscano’. L’azienda dei trasporti, l’Ataf, sborsò 15.800 euro, poco meno della metà per il servizio rassegna stampa web (curato da chi scrive gratis perchè dipendente di Web & Press che teoricamente niente c’entra con Dot Media), mentre la Firenze Parcheggi – allora guidata da Carrai – diede 21.100 euro nel 2011 per campagne pubblicitarie.
Una miracolosa e sospetta crescita di commesse e fatturato che non poteva che attirare  l’attenzione per tutti gli intrecci di cui sopra.
Non solo già dai tempi della presidenza della Provincia di Firenze colui che poi si è fatto paladino della cancellazione delle province aveva già iniziato a metter su la sua rete di comunicatori creando dal niente l’ambiziosa Florence Multimedia costata un occhio della testa alle casse pubbliche che serviva per dar lavoro ai futuri giornalisti vicini alle idee del leader.

Chi scrive conosce i fatti avendo vissuto dall’interno quest’incredibile ascesa in qualità di direttore di una storica testata turistica massacrata in nome del compiacimento degli amici e avendo visto colleghi costretti a lavorare gratis – anche per l’attuale premier – in cambio di mirabolanti e mistificatrici promesse di chissà cosa…
Mobbing psicologico sottile dove dagli albori della decantata rottamazione già si capiva che l’idea era solo cambiare le pedine e le poltrone.
Per la mia testata “dovevano” scrivere persone sconosciute all’ambiente del giornalismo, spesso imbarazzanti nella stesura di testi anche banali, ma che oggi siedono su scranni importanti delle istituzioni e del giornalismo.
Era l’alba del giglio magico; quello che oggi ha accasato tanti amici ad incominciare dall’uomo grigio Patrizio Donnini amministratore di Web & Press che ha tirato la volata a Renzi sindaco e che poi ha creato dal nulla, nella porta accanto la Dot Media – in entrambe agente Andrea Conticini – che oggi è nello staff del ministro Pinotti.
Un ragazzotto ambizioso che confessava di essere ragioniere ed esperto solo in vendita di spazi pubblicitari che oggi ha l’arduo compito di “provvedere all’analisi, alla programmazione e alla pianificazione strategica di iniziative volte a promuovere la conoscenza nei confronti dell’opinione pubblica nazionale ed internazionale delle azioni poste in atto dal Ministero della difesa”. Un ruolo non da poco per cui riscuote 50 mila euro.
Ma fra i miracolati è anche Davide Bacarella di Dot Media per l’appunto , il signor sì che con Donnini si metteva sempre sugli attenti al cospetto di Renzi padre che si occupa di “valorizzare il ricorso alle tecnologie informatiche multimediali, avendo specifico riguardo “alla gestione, al coordinamento di profili social network e contribuendo all’ideazione di programmi e iniziative editoriali on line di informazione istituzionale” il tutto per la modica cifra di 36 mila euro.

Tutte casualità? Difficile crederlo.
Unica certezza è che fra parenti e amici è un vero circolo chiuso da cui sono esclusi tutti coloro che seguono solo la logica della verità e che le cariche ministeriali sono così simpaticamente fantasiose da non aver corrispondenza in nessun altra realtà lavorativa.
Vedremo se i Conticini tornano o se torneranno solo quando il vento anche per il giglio magico, inesorabilmente, girerà contro.

[author] [author_image timthumb=’on’]http://www.firenzewow.it/wp-content/uploads/2016/08/Nadia.jpg[/author_image] [author_info]Nadia Fondelli[/author_info] [/author]

1 Commento

  1. Renzi con i suoi magheggi la fa ancora franca, mi piacerebbe che leggessero questo i veri PD quello che hanno alle spalle una vera storia, ma come fargli conoscere questa verità?

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