Quando si scambia il degrado con la povertà

In un epoca storica come la nostra in cui siamo tutti terribilmente incattiviti stupisce, ma non meraviglia che per tanti sia considerato degrado la povertà che morde forte, ormai da un decennio tanti italiani.

L’Istat è stato chiaro nei suoi dati quando ha fotografato un paese in cui il 30% delle persone è a rischio povertà o esclusione sociale, dato per altro in crescita rispetto all’anno precedente.
Un dato reale che contrasta con gli strombazzanti proclami della politica.
Nel 2016 sono state 1 milione e 619mila le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta, nelle quali vivono 4 milioni e 742mila individui. Tanti quanti gli abitanti di una grande metropoli.

Dati che dovrebbero far riflettere e che invece ci rendono sempre più indifferente all’altro.
Se poi mettiamo insieme, in un cocktail micidiale, il delirio d’onnipotenza del pulpito mediatico di tuttologi che sentenziano e proclamano ne esce un quadro davvero imbarazzante per l’intelligenza di molti.

FB_IMG_1517401845952Si postano foto di homeless su pagine e gruppi social che parlano di degrado con un rosario di commenti da far invidia al peggior razzista della storia.
Si parla, si sparla, si sputa sentenze, si ordina, si accusa e poi?
Si nasconde sempre la mano.

Tolto il reverbero della tastiera i leoni diventano agnelli e quando noi giornalisti chiediamo, microfono sotto la bocca e telecamera in faccia, tutti non possono, non hanno opinioni, non possono….

In quest’ottica il “leggero” post che ho letto lunedì mattina dove forse con la bonaria volontà di improvvisarsi reporter pur senza esserlo (ricordiamo che un giornalista prima di dare una notizia: controlla, indaga e verifica) si addittava come scempio di degrado un marciapiede (angolo via Luca Landucci – Via Fra Paolo Sarpi) pieno di “monnezza” varia.

Peccato che nella velocità di voler postare oltre a non verificare non si è nemmeno guardato che si trattava di due biciclette di un homeless – che in quelle zone staziona a periodi alterni per il pernotto da molto tempo senza dare disturbo a nessuno – distrutte e saccheggiate da qualche simpaticone.

Dunque violare e violentare quelle poche misere cose che rimangono della sua vita ad un discreto signore di mezz’età che si strascica fra i dolori di una vita non felice è atto criminale e terrificante nella sua miseria umana.
La stessa miseria umana 20180130_180707di chi l’ha additata, con leggerezza, come degrado.

Un homeless peraltro che personalmente (dato che abito lì) ho provveduto a suo tempo e con delicatezza a segnalare ai servizi sociali; una situazione di cui gli stessi erano a conoscenza così come il presidente del Quartiere 2 Michele Pierguidi che, in quanto rappresentante del potere costituito si è visto subissare delle solite contumelie di incapacità.
Come se nei compiti di un presidente di quartiere sia di fare il vigile notturno a vegliare sul sonno tranquillo dei suoi cittadini.

Poi oltre al danno la beffa. La notte successiva, in attesa che 20180131_120428Alia si decidesse a prendere in carico ciò che ormai era diventato solo rifiuto, è stata rubata anche l’altra bicicletta.
Complicatissima per la burocrazia che strozza la nostra vita la complessa azione di pulizia della pubblica via dato che era necessario convogliare a rimuovere il tutto i vigili del servizio antidegrado e i servizi sociali.
Salute pubblica da tutelare? Certo peccato che la “monnezza” stazioni sotto le finestre di una palazzina…

Grazie a Michele Pierguidi che, insieme alla sottoscritta non si è preoccupato del degrado ma della povertà. Quella di un uomo solo che adesso non ha più niente e che non sappiamo dov’è, e quella dei leoni da tastiera che non comprendono ciò schiumando nella loro rabbia sterile.

Nelle foto: In alto lunedì 29 gennaio, mattina – La notturna è una fotyo di martedì 30 gennaio sera, la terza a pulizia avvenuta di mercoledì 31 mattina

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