Richard Gere, un divo che divide

Firenze per un giorno ha avuto i riflettori del mondo puntati addosso. Ma non per la sua eterna bellezza ma per quella, sbiadita dal tempo di Richard Gere che ha diviso Firenze.

DSC05232Guelfi e Ghibellini come sempre non tutti i fiorentini hanno condiviso la scelta del sindaco Dario Nardella di assegnare all’ex american gigolò le Chiavi della Città.
Il divo hollywoodiano con il suo allure sbiadito dagli anni che passano ma rinfrescato da atteggiamenti ascetici di uno che ha studiano bene la lezione di Osho per ricordare come oltre a un bravo attore sia stato un aitante sciupafemmine, si è presentato in pompa magna in un Salone dei Cinquecento straripante di ex ragazzine degli anni’80 urlanti e scatenate come adolescenti al primo concerto rock.

Nonostante voci di corridoio ce lo descrivono eccessivamente divo al limite dell’altezzoso, si è concesso per pochi minuti alla stampa insieme al sindaco Nardella. Il primo cittadino  ha ribadito il perché della scelta di assegnare a lui le Chiavi della Città e il divo ha risposto vagamente alle domande poste riempiendo la platea di giornalisti di una serie di frasi fatte tipiche di chi ha letto molti libri ma che vive una realtà molto diversa da quella dei comuni mortali, dribblando bellamente le domande più scomode.

Una scelta che comunque ha diviso al punto che nel Salone dei Cinquecento vestito a festa hanno spiccato le sedie vuole del Consiglio Comunale degli esponenti dell’opposizione da Lega a Movimento Cinque Stelle.

Abbiamo intervistato Ubaldo Bocci del gruppo misto e Alessandro Draghi di Fratelli d’Italia

 

 

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