Rifiuti in Toscana: performance pessima. Spicca solo Londa

L’incredibile 89,65% del piccolo comune della Valdisieve cozza con la media regionale che si attesta a un misero 56%, ben lontano dall’obiettivo minimo del 65%. Firenze appena sopra il 53%.

Nei giorni scorsi sono stati presentati da Anci i dati delle performance toscane in raccolta differenziata. Dati importanti in epoca in cui pare che si debba parlare solo di ambiente.
“Prosegue il trend positivo della raccolta differenziata in Toscana che per il 2018 segna un + 2,2 portando la nostra regione al 56%. È quanto si evince dai dati relativi alla certificazione delle raccolte differenziate riferiti al 2018”.
Ecco invece il commento a latere dell’assessore all’ambiente Federica Fratoni. “Un risultato che ci fa ben sperare per il futuro, anche in considerazione delle risorse che Regione Toscana nel 2018 ha messo in campo, circa 30 milioni di euro a favore degli Ato, per spingere la raccolta differenziata verso l‘obiettivo del 70% entro il 2020

Prima considerazione. L’assessore è un inguaribile ottimista oltre ogni aspettativa oppure pensa che i toscani abbiamo l’anello al naso?
Com’è possibile che quello che non è stato ottenuto in 6 anni possa diventarlo in 2?
Peraltro l’asticella posta al 70%, cinque punti percentuali oltre al risultato minimo mai sfiorato in sei anni nemmeno nelle zone più performanti pare proprio essere un ingenuo proclama pre elettorale.
Caro Assessore è vero che letta così la nota stampa è positiva. Ma è un po’ la storiella del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.
C’è poco da sorridere al cospetto di una così misera performance che pone la Toscana nella parte medio bassa della classifica nazionale.
Non possiamo limitarci al misero trend in leggero miglioramento dato che nessuno dei tre Ato (Toscana Centro, Toscana Costa e Toscana Sud) ha minimamente sfiorato l’obiettivo del 65% stabilito dalla norma nazionale nientemeno che per il 2012 per consolarci!

Andando nei dettagli per dovere di cronaca, i risultati migliori sono quelli di Ato Toscana Costa (province di Livorno – esclusi i comuni della Val di Cornia-, Lucca, Massa e Pisa) e di Ato Toscana Centro (Città Metropolitana di Firenze e province di Pistoia e Prato) rispettivamente al 60,8% e al 60,6% con miglioramenti rispettivamente del 2,2% e dell 1,9%. Drammatica la performance di Ato Toscana Sud (province di Arezzo, Grosseto, Siena e comuni livornesi della Val di Cornia) che si ferma a un misero 41,9% con un aumento di 2,5% rispetto al 2017.
Tra i capoluoghi di provincia il record è di Lucca che vola oltre l’80% mentre i comuni virtuosi che hanno oltrepassato l’asticella del 65% sono 98.

“I dati parlano chiaro – commenta Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste e del Centro Rifiuti Zero di Capannori – se la Toscana fa registrare un aumento del 2,2% di raccolta differenziata, permettendo alla nostra regione di acchiappare il 56%, è grazie all’Ato Costa, all’intera provincia di Lucca e in generale ai Comuni Rifiuti Zero”.
Non si ferma qui il presidente del Centro Rifiuti Zero ma attacca con una richiesta forte all’indirizzo del presidente della Regione Enrico Rossi: il commissariamento degli Ato gravemente inadempienti e sanzioni salate per i comuni che non arrivano nemmeno al 60% di raccolta differenziata.

La realtà è che nella nostra regione non c’è una vera politica specifica. Si continua a buttare l’immondizia nelle discariche a credere solo agli inceneritori e niente si fa per realizzare un autentico piano programmatico di gestione dei rifiuti. Tutto ciò nell’epoca del rinascimento ambientale di quest’epoca in cui parlare di riciclo, riuso ed economia circolare è un dovere primario.
Torniamo a ripetere il numero dei comuni toscani che hanno raggiunto il parametro minimo: 98. Qualche riga sopra abbiamo riportato questo dato, così come letto nei comunicati ufficiali.
Cambia la lettura se ripeto quel numero 98 di comuni virtuosi, ma aggiungo che i comuni toscani sono in tutto 273.

In provincia di Firenze, nell’area gestita da Alia, compreso il capoluogo Firenze, il piatto piange. Parecchio.
L’asticella si ferma a un mediocre 50-53% lontanissimo quindi da quel 65% che doveva essere raggiunto nel 2012.
Firenze città si ferma al 53,5% e non riusciamo a comprendere come il Sindaco Dario Nardella, anche lui grande ottimista, possa assicurare ai fiorentini – lo ha fatto in campagna elettorale – che alla fine del mandato Firenze toccherà il 75%.
Avendo mantenuto nel suo primo mandato dal 2014 al 2019 la città intorno al 50% nonostante già da due anni si dovesse arrivare al 65% non riusciamo a immaginare come possa nel prossimo quinquennio compiere questo grande balzo. L’augurio è che ci sorprenda!

C’è però una mosca bianca nella provincia di Firenze. Una località da record. Un piccolo paese di meno di 5000 abitanti che è riuscita con la forza del fare, anche se non sempre è stato facile, a far comprendere ai suoi cittadini, ben prima di Greta, che l’ambiente è un patrimonio unico.
Londa, piccolo paese della Valdisieve ha raggiunto nel 2018 l’incredibile percentuale dell’89.5% di differenziata. Lo ha fatto nel corso del governo del paese della giunta guidata da Aleandro Murras con una sapiente e preziosa campagna dei piccoli passi. Se pensiamo che trattasi peraltro di un paese di montagna e quindi con frazioni distanti e isolati il risultato è ancora più incredibile. Un esempio che fare si può!
Seguite la videointervista con Barbara Cagnacci già vicesindaco della giunta Murras attualmente portavoce dell’opposizione.

 

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