San Salvi. Cosa rimane dell’edificio 39?

20170228_095325Non solo degrado, ma una bomba ecologica in piena città.
La dominazione degli anarchici dell’ex parco di San Salvi è finita. Dopo lo sgombero a suon di arresti del fatiscente edificio di fronte alla residenza universitaria dove fra coltellate e sparatorie c’era il regno di violentissimi spacciatori di morte si è deciso di mettere fine anche all’impero anarchico dell’ex edificio 39.

E allora noi siamo andati a vedere cosa rimane di quelle due palazzine proprietà dell’Asl Toscana Centro che per anni ha permesso il dominio dell’illegalità e 20170228_095312dell’abuso con la complicità del comune di Firenze che
se n’è sempre lavato le mani con la facile scusa di non essere immobili di sua proprietà senza spiegare chi, in una città, debba garantire la sicurezza delle aree pubbliche e dei cittadini.

Quell’immensa area verde che potrebbe essere un polmone per la zona dove era l’ex ospedale psichiatrico ospita oggi, sparpagliate in un verde abbandonato a se di erba altissima e rami spezzati lasciati lì dagli uragani del 2015, le palazzine con uffici della Asl.
Alcune, quelle presidenziali, restaurate 20170228_095824bellamente e altre fatiscenti dov’è vergognoso anche solo pensare di accogliere persone. Uno su tutti quello che ospita la
farmacia in un cortile interno fatto di ruderi abbandonati, tetti semi crollati e una chiesa di bella fattura che non ha mai visto un restauratore.

L’edifico svuotato alcuni mesi fa riempiendo il carcere è stato letteralmente distrutto di proposito come ci raccontano gli operai impegnati alla messa in sicurezza. “Le mura sono sane – raccontano – ma hanno distrutto tutto, volutamente!”
20170228_095603Solai crollati, materassi, reti, oggetti di ogni tipo, fra cui una bandiera di un paese nordafricano spuntano fra la desolazione di ex stanze di una ex colonica per troppo tempo dominio di spacciatori.

Il maestoso edificio 39 invece, dove dopo un mese sono ancora impegnati gli operai a svuotare, restituisce un’immagine non solo terrificante di delinquenza accettata ma una vera e propria bomba ecologica.
“Pensi – racconta un operaio – che con noi a lavorare sono due ragazzi che vivono in un campo rom e sono rimasti meravigliati da cosa ci fosse qua dentro!”.
20170228_095505Nelle settimane in cui periodicamente siamo andati a vedere lo stato dei lavori effettivamente siamo rimasti stupiti dal grande lavoro fatto da questi operai.
La prima volta, sui lati dell’edificio erano stati posti rifiuti e resti di ogni cosa, che si trovano
all’interno che formavano una montagna alta quasi quanto tutta la
palazzina.
Frigoriferi, cucine, fornelli, bombole del gas, estintori, copertoni, carcasse di motorini, centinaia di biciclette arrugginite, carcasse di automobili e quant’altro possa essere anche difficilmente immaginabile.
“Tante borse e portafogli – incalza un 20170228_095549altro operaio – non gli avevo mai visti in vita mia”.

E dall’ultimo sopralluogo di cui ho documento con un video presente sulla nostra pagina facebook rimane oltre allo sgomento e alla rabbia di aver permesso tutto questo in un luogo
peraltro frequentato giornalmente da tutti gli utenti degli uffici di sanità uno
scenario inquietante.
Una possibile bomba ecologica che lascia sul terreno, amianto spezzato, acidi di batteria e una stratificazione profonda di rifiuti di qualsiasi natura ormai assorbiti dai terreni.

20170228_095343Orbene tutto questo di fronte alla palazzina che, paradosso, ospita l’ufficio di sanità pubblica! Se si fosse in un qualsiasi paese civile questa che sto raccontando potrebbe sembrare una barzelletta, ma nella Firenze del 2017 è purtroppo una drammatica realtà…
Ma all’ufficio di sanità pubblica e all’ufficio
ambiente del comune sanno forse che per rendere “sano” un solo
centimetro di suolo servono almeno cento anni!

Sanno che con ciò che loro hanno permesso facendo come le tre scimmiette che non vedono, non sentono e non parlano hanno compromesso il futuro non solo dei nostri figli ma di almeno tre generazioni!

All’indomani dello sgombero lessi una dichiarazione del Sindaco:
“Un sentito ringraziamento alla procura e alle forze dell’ordine per l’operazione ‘Panico’ che ha smantellato una cellula anarchica accusata di varie azioni criminose e violente avvenute in città nell’ultimo anno e che ha permesso il ripristino della legalità nell’area di San Salvi, tema più volte sollecitato dall’amministrazione durante i Comitati per l’ordine e la sicurezza in prefettura”.

Ma caro Sindaco, è mai stato a San Salvi? Perché non ha mai fatto niente prima? Perché già nel 2013 dopo un incendio e il crollo di un solaio non si è fatto niente?

Domande senza risposte. Di risposte e idee ne hanno invece molte i cittadini e i residenti che, tirando un sospiro di sollievo tornano a poter transitare a piedi e in bici nell’area San Salvi sognando chissà, un futuro vero….
Tante idee, tante proposte, sia dei comitati spontanei che dei singoli cittadini ma…
Anche se gli immobili sono di proprietà della Asl che sembra non aver più voglia di vendere ricordiamo che la competenza dell’area e il suo recupero sono in mano al comune….
E allora invitiamo il Sindaco, l’assessore all’ambiente e chi voglia prenderne visione a scoprire cosa c’è davvero in quell’area… ma venite con le mascherine…

Nadia Fondelli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*