Sanità toscana: eppur manca qualcosa…

Si chiama Stanza Multisensoriale ed è uno spazio rilassante, con luci soffuse, paesaggi proiettati sulle pareti, rumori della natura, musiche. È stata concepita per accogliere persone con gravi disabilità intellettive, in particolare autismo. È stata inaugurata qualche giorno fa al pronto soccorso di Careggi dall’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi.  Bene, direte voi. Certo, rispondiamo noi. Quando c’è da mostrare cose buone (saranno poi i fatti a parlare della reale utilità) tutti sono pronti e presenti ma quando negli ospedali, nei poliambulatori le persone aspettano per ore e ore, quando un solo medico deve rispondere a tutti e deve farlo bene e riempiendo una quantità incredibile di scartoffie digitali mentre una sola infermiera cerca di pulire gli strumenti, prendere gli appuntamenti per i controlli, calmare gli animi esacerbati di chi aspetta da ore…dove sono tutti?

La sanità toscana è migliore di altre e su questo siamo tutti d’accordo ma questo non vuol dire che bisogna chiudere gli occhi. Se le cose vengono fatte e bene è merito delle tante meravigliose professionalità che il nostro paese ha negli ospedali, professionalità trattate a pesci in faccia, “se si ottiene il ruolo ad oltre 40 anni quando in altri paesi si è già primari”.

A parlare è un medico che in un poliambulatorio dell’ospedale di Empoli sta cercando di riparare a tutto. Come lui il collega che 10 giorni fa mi ha visitato: sono persone che si danno da fare ma da sole più di tanto non possono. L’infermiera poi, mi domando come faccia a rimanere con il sorriso sulle labbra e a rispondere gentilmente a tutte le persone che le si rivolgono in malo modo perché stanno aspettando da ore nonostante l’appuntamento.
Il fatto è che l’unico medico deve non solo star dietro a chi si presenta all’ambulatorio dell’ospedale con l’appuntamento, ma anche seguire tutte le urgenze che gli arrivano dai reparti.

Mentre sto seduta davanti a lui, arrabbiata per aver perso una mattinata di lavoro per un controllo di un problema che pare non risolversi,  l’infermiera gli passa una chiamata di ginecologia: la signora non può muoversi ma ha un problema di altra natura e spetta a lui scendere e visitarla in corsia. Qualcuno aspetterà: i numerosi pazienti che si sono accumulati in sala d’attesa o la signora che ha perso l’uso dell’orecchio.

Mi guardo intorno e mentre aspetto penso. Un altro problema è la questione ticket. Secondo voi è corretto che la stessa cifra la debba pagare chi guadagna 36.000,00 euro l’anno e chi ne guadagna 8.000,00 oppure 0? Chi avrà deciso la fascia di reddito non ha pensato che 22,00 euro non hanno lo stesso peso per redditi diversi così lontani?  Inoltre, se fai un esame oltre al ticket, se il medico decide che ha bisogno di fare un accertamento, devi pagare anche quello. A me è capitato: 22 euro il ticket + 19 per un esame necessario (tempo impiegato 5 minuti) + 4 euro per secondo esame (tempo 1 minuto e 30).

Osservo. Medici e infermiera solerte appena sanno che sono una giornalista si sbottonano: “a noi dispiace dover sempre fare le richieste e far pagare ticket su ticket e certe volte cerchiamo di evitare, ci son tante persone che davvero non possono permetterselo, ma ci stanno addosso, ci controllano. Se ci comprano degli strumenti che ci servono per il nostro lavoro, per fare diagnosi devono anche vedere che realmente ci sono richieste di quegli esami e i pazienti, ad ogni esame…ripagano il ticket!”
Ha un sorriso dolce e si vede che mette passione in quello che fa questa infermiera, continua: “Anche nei reparti son pochi e non hanno più tempo, e tanto si perde a riempire moduli su moduli. Vedesse come arrivano su dai reparti i pazienti! Sono sporchi! Ma non è colpa dei colleghi devono riparare a decine di cose da fare! Prima, quanto tutto era a dimensione d’uomo, si riusciva a prendersi cura della persona oggi è difficile anzi impossibile”.
Arriva il bello: ” Sa certe volte però qualcuno chiama per una visita…e quelli non pagano il ticket!” Entra gente e l’infermiera si zittisce mentre io cambio medico, devo fare un altro esame a pagamento dove ritrovo la stessa storia, la stessa (giustificata) lamentela.
Scendo a ripagare il mio ticket: altra attesa snervante e questa volta non ho nemmeno la simpatia che ogni volta ritrovo in medici e infermiere ma due “cerberi” con il muso lungo che mi fanno pagare senza neanche guardarmi negli occhi.
Lo sapranno questi signori che son fortunati ad avere un posto di lavoro? E l’Assessore Saccardi sarà mai andata in un ospedale da normale cittadina toscana?
Bella la sanità toscana eppure manca qualcosa…l’ascolto delle esigenze e delle reali condizioni di lavoro…
E per ora ci fermiamo qui…

[author] [author_image timthumb=’on’]http://www.firenzewow.it/wp-content/uploads/2016/08/Roberta.jpg[/author_image] [author_info]Roberta Capanni[/author_info] [/author]

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