Sant’Apollonia a Firenze: decideranno i giovani

La Regione intende valorizzare la vocazione dell’ex complesso monastico di Sant’Apollonia a Firenze come polo di iniziative ed attività culturali, di studio ed aggregazione giovanile. Per farlo ha deciso di ascoltare tutti gli attori coinvolti e i possibili fruitori: un processo partecipativo attivo e dal basso, come in Toscana già in tante altre occasioni è stato fatto, prima Regione ad aver approvato una legge nel 2007 per il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni delle istituzioni, rinnovata poi nel 2013.

La Regione ha acquisto da alcuni mesi la piena titolarità del Sant’Apollonia e la gestione dell’iniziativa partecipativa, che proseguirà per quattro mesi, è stata affidata ad uno spin off universitario, MHC-Progetto territorio. E’ prevista prima una fase di ascolto, da luglio a settembre, quindi un momento di partecipazione attiva, fino ad ottobre, e in ultimo, a novembre, il momento della verifica con la restituzione dei risultati. L’evolversi del processo partecipativo e tutti i materiali utili saranno a disposizione in una ‘stanza’ dedicata sulla piattaforma della Regione Open Toscana, www.open.toscana.it, oltre che fisicamente presso un apposito sportello a Sant’Apollonia.

“Saranno coinvolti residenti, studenti, gestori di spazi e soggetti no profit interessati a creare sinergie che leghino sempre più a stretto filo cultura e diritti” spiega la vice presidente della giunta regionale ed assessore alla cultura e all’università, Monica Barni. Saranno organizzate visite al complesso e momenti di condivisione con l’altro processo partecipativo in corso nel quartiere, il “Laboratorio San Lorenzo” finanziato sempre dalla Regione, che si sta occupando del vicino Sant’Orsola. “L’obiettivo, oltre che valorizzare la vocazione evidente e sedimentata negli anni del Sant’Apollonia – ribadisce ancora Barni – è quello di creare sinergie tra istituzioni, politiche, iniziative dal basso e territorio”.

Il complesso di Sant’Apollonia sorge a Firenze tra via San Gallo, via XXVII aprile e via Santa Reparata. Appartiene al demanio culturale ma è stato trasferito pochi mesi fa a marzo 2019, a titolo gratuito, alla Regione. Da sempre è un elemento di pregio del patrimonio storico e artistico della città, ma è anche stato ed è un punto di riferimento per gli studenti universitari di Firenze, in particolare per la presenza di alcuni servizi del Diritto allo studio come la storica mensa. E’ diventato negli anni anche un luogo di aggregazione sociale ed espressione delle controculture giovanili nelle diverse fasi del Movimento studentesco, le cui tracce sono ancora visibili. Attualmente ospita pure gli uffici di Fondazione Sistema Toscana, fondazione della Regione, e di Toscana Spettacolo.

Il complesso è stato oggetto nel tempo di numerosi interventi di ristrutturazione parziale, in fase di ultimazione, e prima di affidare l’appalto per la progettazione e fattibilità definitiva e esecutiva dei lavori di restauro conservativo, per cui è stato costituito pure uno specifico tavolo dove siedono anche i rappresentanti delle fondazioni e realtà che oggi hanno sede a Sant’Apollonia, la Regione ha deciso di avviare appunto un processo partecipativo.

“La particolare storia, l’occasione dell’intervento di restauro e l’avvio del processo – conclude Barni – trasformano Sant’Apollonia in un caso sperimentale di rifunzionalizzazione di un bene culturale nell’ottica di una maggiore sinergia tra le politiche culturali e quelle di sostegno al diritto allo studio universitario, nel senso di un più incisivo impegno per la partecipazione culturale della comunità studentesca”.

 

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