Simone Cristicchi, romano e un po’ toscano, in concerto il 20 giugno a Fiesole

Simone Cristicchi è, sì, romano, ma ha profonde radici e amicizie a Firenze e in Toscana.
Lo dimostrano la sua storia e un po’ anche la nostra memoria.

Copertina Bentornati in Casa GoriAbbiamo conosciuto questo straordinario artista intervistandolo nel novembre del 2011, in occasione delle sue repliche di Li Romani in Russia a Campi Bisenzio, in quel bel teatro che, all’epoca e per fortuna, si chiamava ancora semplicemente Teatro Dante. Ci venne l’idea di portargli in dono il nostro libro su Benvenuti in casa Gori, di Alessandro Benvenuti. Scoprimmo così che Cristicchi era ed è un grandissimo ammiratore dell’attore, regista e autore toscano. Che dire? Fu un inizio con il botto.
La memoria, disordinata e imperfetta come devono essere, entro certi limiti, i film per Federico Fellini, aiutata dalla comune amicizia con il giornalista e talent scout Giancarlo Passarella, ci porta poi al 2012.
A un’indimenticabile serata dei primi di luglio in cui la voce del cantautore capitolino ci regalò la sua interpretazione dei capolavori di Sergio Endrigo al Teatro Romano di Fiesole: emozioni, brividi, lucciconi, viaggi interstellari all’interno dei nostri cuori e della nostra infanzia… non trovo le parole per descrivere quello che resta uno dei più bei concerti della mia vita.

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Oppure a quel sabato di ottobre dello stesso anno, quando, al Teatro di Antella (Bagno a Ripoli), Cristicchi mise in scena in un pomeriggio Mio nonno è morto in guerra, riempiendo di palpiti e abbracci cosmici il piccolo grande spazio liberty che aveva a disposizione.
Ancora: qualche anno dopo (2013? 2014? non ricordiamo), arrivò a Scandicci con il Coro dei Minatori di Santa Fiora e il Parco dell’Acciaiolo divenne una Woodstock toscana e poetica per tutte le età e per ogni amante della giustizia e della libertà.

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La stagione teatrale che si sta concludendo lo ha visto, poi, oltre che eccellente protagonista sanremese (io, sul divano, a bocca aperta ad ascoltarlo, lo so, siamo di parte, ci piace troppo, ma che ci possiamo fare?), anche grande mattatore a dicembre sul palco del Puccini con il monologo Manuale di volo per uomo, ennesima prova di maturità artistica, recitativa e soprattutto umana.

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È poi tornato altre volte a Firenze, tra inverno e primavera, alla Feltrinelli e al Verdi, appuntamenti che purtroppo abbiamo dovuto saltare.
Adesso ci apprestiamo a vivere nuove avventure musicali con lui il prossimo 20 giugno, ancora al Teatro Romano di Fiesole, nell’ambito dell’Estate Fiesolana 2019, con un nuovo concerto dedicato a successi, perle e rarità del suo repertorio. Già ci sfreghiamo le mani e sentiamo una metaforica ma saporitissima acquolina in bocca. In certi casi, l’attesa è davvero bella. Spero di vedervi a Fiesole, il 20 giugno. Sarà sicuramente splendido…

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