Sms solidali. Ma per chi?

A cat wanders amid rubbles in the quake-hit town of Amatrice, central Italy, covered by a white blanket of snow, Thursday, Jan. 5, 2017. An August 24 earthquake killed almost 300 people last year in central Italy and was followed by further devastating shakes in October. (Emiliano Grillotti/ANSA via AP)

Abbiamo volutamente aspettato che terminasse l’onda lunga delle emozioni e la chiusura della raccolta (29 gennaio). Sarebbe stato troppo facile a caldo, puntare il dito. Ma ora sentiamo il dovere di farlo perché tanti se lo chiedono. Ma dove vanno i soldi per gli Sms solidali post-eventi catastrofici?

Che ne sarà dei circa 28 milioni di euro raccolti per il terremoto in centro Italia?

La polemica è montata sui social media dopo che il caso è stato sollevato dal movimento 5stelle che ha accusato il governo di aver messo in naftalina i fondi per i terremotati raccolti dalla Protezione civile con gli sms solidali invece di utilizzarli subito per fronteggiare l’emergenza.
Ma forse neanche loro, come tanti italiani sanno come funziona veramente il meccanismo delle collette di solidarietà per le popolazioni colpite dal terremoto?
Sanno quando e come si possono usare quei soldi?

Quei soldi non sono spariti né se li sono nascosti le banche, né tanto meno sono in naftalina.
In risposta alle (false) informazioni si è scomodato nientepopodimeno chè il Dipartimento stesso della Protezione Civile che coordina l’operazione degli sms solidali. Una precisazione obbligata, vista la viralità della falsa notizia.

download“In riferimento alle nuove errate informazioni che circolano soprattutto sui social in merito all’utilizzo delle donazioni raccolte attraverso il numero 45500 – si legge nella nota del Dipartimento -, si precisa che come indicato anche nel Protocollo che ne disciplina il funzionamento, queste serviranno per supportare la ricostruzione dei territori colpiti. Per la fase di gestione dell’emergenza, infatti, sono destinate tutte le necessarie risorse attraverso i fondi pubblici.
In particolare, in questa emergenza, come disposto dal decreto legge 189 convertito, le donazioni confluiranno nella contabilità speciale del Commissario straordinario alla ricostruzione e saranno gestite passando dal controllo di un Comitato dei Garanti, come prevede proprio il Protocollo”.

Insomma quei tanti soldi generosamente donati dagli italiani sensibili ai bisogni dei concittadini confluiscono nella contabilità speciale intestata al commissario straordinario aperta presso la Tesoreria dello Stato.
Quelle somme servono poi a finanziare gli interventi di ricostruzione nei territori. Quindi è esclusa ogni utilizzazione per scopi emergenziali.
Alla fine della raccolta viene nominato poi il Comitato di garanti col compito di valutare e finanziare i progetti presentati dalle Regioni in accordo con i Comuni interessati. Del progetto viene seguito anche tutto l’iter della realizzazione. Ad esempio in Emilia, dopo il terremoto del 2012, i fondi solidali sono stati usati per ricostruire scuole e palestre.

terremoto-vigili-fuoco-ascoli-1000x600Nessuno si è imboscato i soldi, dunque, ma quelle risorse che superano i 28 milioni di euro, sono destinati al post emergenza e non alla fase attuale.
Si sapeva dall’inizio ma in molti hanno fatto finta di ignorarlo in politica. I cittadini invece forse non sapevano…

Oggi, dopo la precisazione del Dipartimento di Protezione Civile sulla destinazione e sull’uso di quei denari, ma non sui tempi, è scoppiata una nuova serie di indignazioni virali.
Ne ho parlato col il presidente di un’associazione di volontariato della protezione civile. Quei volontari che forse sono davvero gli unici a non tirarsi su le maniche per interesse e che sanno, dicono da tempo questo sull’argomento, ma sono inascoltati…

“Allora – dice Massimo – giusto per dirla in modo semplice, il Dipartimento di Protezione Civile precisa che quei soldi sono destinati alla ricostruzione. Preciso ricostruzioni di cose, pubbliche e quindi fin quando non si parlerà di ricostruire davvero, quegli euro resteranno formalmente bloccati in qualche conto burocratico.

Voglio aggiungere che dopo le tante polemiche scoppiate negli scorsi mesi sulla destinazione di questi soldi, la recente campagna pubblicitaria di invito a donare attraverso il numero solidale precisa “ricominciamo dalle scuole” indicando esattamente la destinazione delle nuovo donazioni, e non come nel corso dei primi inviti che recitavano: “aiuta le popolazioni colpite dal terremoto” lasciando intendere che le donazioni andavano direttamente a sostegno delle popolazioni, le famiglie le piccole imprese, gli allevatori, i negozianti che avevano perso tutto o quasi tutto, mentre in realtà così non era!”

E’ quasi sarcastico il nostro interlocutore che da tempo predica nel vuoto.
Solo oggi si rende noto in maniera chiara dell’esistenza di un protocollo, senza neppure farcelo conoscere. In pratica all’uomo della strada come io sono, non resta che dedurre che ci tengono a farci capire che non hanno rubato!
Vista l’ingente quantità di denari in ballo e la loro origine vorrei scomodare i latini che dicevano “escusazio petita… accusazio manifesta”.
Non so se pertinente ma, sicuramente vorrei sapere anche se l’attuale campagna di sensibilizzazione in cui si dice che i denari saranno destinati alla ricostruzione delle scuole stia riscuotendo lo stesso successo della prima.
E un’altra cosa mi piacerebbe sapere se tutte le persone che hanno inviato l’sms solidale alla luce delle precisazioni del Dipartimento della Protezione Civile lo invierebbero di nuovo?”

Ecco ed è qui che ci vogliamo soffermare anche noi.
Che non lo sappiano i politici (di qualsiasi colore e inclinazione) è grave perché loro dovere è sapere ed informare bene i cittadini che gli hanno eletti.
Che non lo sappia l’uomo della strada è probabile, anzi, quasi tutti gli uomini della strada non lo sanno.
Ma chi ha fatto il gioco dell’equivoco? Chi ha permesso la pubblicità che se fosse un privato sarebbe stata considerata ingannevole?
Chi ci ha marciato….

Una cosa è certa. Se gli italiani avessero saputo prima di fare la donazione che quei 2 euro richiesti sarebbero andati nel salvadanaio pubblico a maturar interessi in attesa di poter essere poi spesi a comodo da qualche burocrate gli avrebbero donati lo stesso?

[author] [author_image timthumb=’on’]http://www.firenzewow.it/wp-content/uploads/2016/08/Nadia.jpg[/author_image] [author_info]Nadia Fondelli[/author_info] [/author]

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