Tav, no tav, tav, no tav…. Mah

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campo-di-marte-entrata-del-tunnelSarà che il consenso e la stima dei fiorentini è in caduta libera per il degrado e i molti problemi non risolti, sarà perché il caldo rende difficile anche il pensiero più semplice,  ma è un fatto che ultimamente il bravo violinista che siede sullo scranno più alto di Palazzo Vecchio pare in stato confusionale.

Sull’affaire Mcpanini prima tira il sasso (trattando direttamente e in prima persona con la multinazionale americana) e poi nasconde la mano (dicendo no al fast food in pompa magna davanti al consiglio comunale riunito) e adesso, come un fulmine a ciel sereno si rimangia il sottoattraversamento Tav a Firenze.

Se sulla questione panini al Duomo avevamo intuito come stavano le cose, confesso che il ripensamento sulla Tav ha sorpreso anche chi scrive.
Dietro alla richiesta di una verifica a regione, governo e ferrovie per modificare il progetto si cela la voglia di vestirsi da no-tav e passare dall’altra parte della barricata: quella di chi non vuole il tunnel delle ferrovie di domani. Ma perché
Per cercare quel consenso che sente sfuggirli di mano?

Il sindaco oggi ci vuole raccontare che ne lui ne il suo predecessore Renzi hanno fatto mai mistero delle loro perplessità su un progetto che giudicano vecchio e da rivedere e che solo Ferrovie dello Stato ha voluto, ma dimentica che è stato proprio il suo partito sia a livello locale che nazionale a pretendere un’opera che portasse soldi alla città tant’è che lo stesso attuale premier ai tempi in cui era sindaco di Firenze addirittura contrattò personalmente con ferrovie per accettare l’opera “compensi riparatori” di 80 milioni da ferrovie per il disturbo.

Peccato che non stia abboccando nemmeno il comitato No Tav di Firenze che dopo le affermazioni vuole i fatti: “Se c’è davvero un ripensamento su questo progetto – si chiede il Comitato – come mai i lavori nel cantiere ai Macelli non vengono fermati subito, ma si continua a buttare una mole enorme di risorse in quella voragine?”

Ma il Governatore Rossi irritato dall’esser tirato in ballo dal violinista di Palazzo Vecchio si dissocia e all’indomani del disastro ferroviario in Puglia rilancia il sottoattraversamento in maniera decisa: “Dovranno passare sul mio corpo, non si può ripartire da capo tutte le volte. I treni ad alta velocità vanno separati da quelli regionali. Per questo si faccia il sottoattraversamento di Firenze. Non darò nessun assenso a soluzioni diverse fino a quando sarò presidente di questa Regione, soprattutto alla luce di quanto è avvenuto in Puglia”.
Rossi ha affermato che ribadirà e sosterrà con forza questa posizione  il 21 luglio, durante un incontro già fissato a Roma.

E le Ferrovie tacciono e aspettano la parola definitiva che uscirà appunto dal tavolo romano del 21 luglio sorridendo sotto i baffi. Del resto una marcia indietro è impossibile per mille motivi: politici, economici e sociali.

Cosa c’è di scandaloso poi? La stazione di Bologna è lì a dimostrare che si può fare anche in Italia (anche se con costi e tempi dilatati) ciò che in altri paesi è realtà da anni.

Ovvia, non l’hai azzeccata nemmeno questa volta sindaco!

[author] [author_image timthumb=’on’]http://www.firenzewow.it/wp-content/uploads/2016/08/Nadia.jpg[/author_image] [author_info]Nadia Fondelli[/author_info] [/author]

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