Toscana: un mare di fanghi criminali sul grano?

188598Se sei una persona mediamente attenta e vedi scorrazzare, ad ogni ora del giorno e della notte, autoarticolati stracolmi di fangaglie su e giù per i dolci declivi di uno degli spaccati di Toscana più belli e celebrati del mondo: le colline pisane è ovvio che qualche domanda te la poni.

Colline splendide, amate dai viandanti di ogni dove e rese celebri anche dal figlio illustre di Lajatico, Andrea Bocelli che, ogni anno in luglio, richiama da ogni parte del mondo vips e statisti per vivere una notte di grande musica e magia dei paesaggi toscani nel suo teatro del Silenzio.
Forse anche agli ospiti di prestigio del celebre cantante, ammirando il tramonto verso il mare, sarà arrivato al naso l’effluvio non proprio piacevole che saliva dai campi circostanti riarsi dal sole e punteggiati delle balle del grano appena raccolto.
Quello stesso effluvio che, insieme al via vai dei camion ha fatto arricciare il naso e rizzare le antenne a tanti privati cittadini che hanno iniziato a segnalare odori e movimenti sospetti fra Peccioli, Palaia, Lajatico, Chianni Pontedera, Crespina, Fauglia e Montaione.

Ed è così che dopo due anni di serrate indagini all’alba del 13 settembre è scattato il provvedimento giudiziario emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Firenze, su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia nell’ambito di una complessa inchiesta che vede coinvolti 31 soggetti a vario titolo indagati per i reati di “attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti”, “truffa ai danni di un ente pubblico” e “falsità ideologica”.

Il provvedimento cautelare, eseguito dalle Fiamme Gialle ha riguardato 6 imprenditori, cinque toscani ed un veneto, interdetti dalle cariche ricoperte all’interno delle proprie aziende.
Sei criminali in giacca e cravatta a cui peraltro è stata sequestrata una disponibilità di oltre 7 milioni di euro (fra liquidità e beni immobili).

Due anni di serrate indagini in cui sono stati usati anche gli aerei ad alta quota per capire cosa succedeva e che ha coinvolto il Corpo Forestale dello Stato, la Guardia di Finanza, il personale Arpat con la collaborazione del Gruppo Investigativo sulla Criminalità Organizzata (GICO) del Nucleo di Polizia Tributaria fiorentina.
Un crimine enorme se si pensa che si sta parlando di sversamenti nei terreni di sostanze nocive pari ad almeno 45.000 tonnellate!

Sostanze chimiche e tossiche e molto pericolose per la salute quali derivati della plastica, polistirolo, fanghi originati dalla de-inchiostrazione della carta che sono stati sversati in campi coltivati a granaglie graminacee con la chiara connivenza degli imprenditori agricoli proprietari dei terreni a cui i fanghi venivano “spacciati” come fertilizzanti e concimi migliorativi… Strano però che non solo non pagavano cotanti mirabilianti fertilizzanti, ma ricevevano pure danari per il disturbo.

E lor signori coltivatori? A chi vendevano le loro granaglie? In quale filiera produttiva sono andati quei veleni? Cosa sta producendo la Toscana Felix del pane autentico toscano a km. 0?

Torneremo sull’argomento, indagheremo…
E sorridiamo anche (amaro) pensando che a Londa ad esempio, per il tentativo di pulitura del lago, magari maldestro ma fatto alla luce del sole, si è criminalizzato un territorio e un’amministrazione per scoprire che poi era tutto il bluff…
E così si toglie l’attenzione dai tonnellaggi, quelli sì veri, di veleni!

[author] [author_image timthumb=’on’]http://www.firenzewow.it/wp-content/uploads/2016/08/Nadia.jpg[/author_image] [author_info]Nadia Fondelli[/author_info] [/author]

1 Commento

  1. Veramente criminali e tutto per i soldi facili e poi con le leggi che abbiamo rischiano poco e questo non è giusto ci rimettono sempre solo le persone ONESTE e nessuno fa niente di veramente incisivo perché tutto questo cambi
    Che tristezza

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