Turismo fuori controllo predone anche dell’ambiente?

Sempre più località del mondo cercano di difendersi dal turismo di massa. Non solo perché in pochi anni di turismo per tutti si stanno distruggendo millenni di conservazione storiografica ma perché, anche l’ambiente ne sta risentendo.
E se a poco sono valsi gli appelli degli amanti dell’arte forse la chiave di volta per fermare un certo tipo di turismo cafone sta nella rinnovata coscienza ambientalista?

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Bus posteggiati sui posti riservati alle auto e con le ruote su marciapiede e pista ciclabile

Metti un sabato mattina afoso di mezz’estate. La città è semideserta, i fiorentini sono sfuggiti sulla costa in cerca di refrigerio e i padroni delle città sono loro, i turisti mordi e fuggi che in poche ore corrono, sudano e si affannano per vedere ciò che non basta una vita per scoprire.
Sono i forzati della gitarella tutto compreso.
Quelli che in poche ore visitano Firenze Roma e Venezia. Almeno credono. Prezzo di realizzo tutto compreso.
Sveglia prima del’alba, torpedone, marcia sotto il sole per sfiorare Santa Maria del Fiore, Ponte dei Sospiri, Colosseo, Palazzo Vecchio, Canal Grande, Uffizi, San Pietro e Ponte Vecchio e con un po’ di fortuna si portano a casa anche un selfie col David (senza sapere però se è quello vero).
Un panino unto in saccoccia e via si torna al bus per una nuova meta.

Spazi riservati bus liberi
Spazi riservati bus liberi

Sono gli stessi vacanzieri mordi e fuggi a cui la Cina ha limitato l’accesso alla Grande Muraglia; quelli a cui non è permesso salire a Machu Pichu, quelli a cui Venezia sta mettendo i tornelli per regolamentare i flussi.

Un orda inconsapevole che viaggia perché si deve. Che crede di conoscere e visitare…

Se a nulla sono serviti i gridi d’allarme di chi tutela arte e storia forse possono gli ambientalisti? Gli stessi che hanno fatto chiudere al governo thailandese spiagge celebri un tempo incontaminate ridotte a lurida latrina da pseudo turisti.
Gli stessi che stano lottando per salvare Venezia non tanto per il traffico pedonale nelle calli ma per quello dei mastodontici mostri da crociera nei canali che sputano nell’aria tanto più veleno di quello di migliaia di auto.
Gli stessi che chiedono di fermare le folli cordate sull’Everest ridotto ormai a sentiero trekking per improvvisati alpinisti della domenica.

Sono gli stessi che hanno fatto si che in pochi anni i voli aerei siano più che quintuplicati. Voli low cost che hanno permesso di viaggiare a tutti ma anche di riempire l’atmosfera di venefico kerosene sfiatato dai reattori.

E il pianeta soffre molto anche a causa del turismo per tutti.
Firenze. Nell’assolato sabato mattina di mezz’estate spiccano anche loro i torpedoni. Coloro che vomitano masse inconsapevoli di gitanti sui marciapiedi in attesa di affrontare la marcia forzata sotto il sole verso il centro città.
I torpedoni che ignorando regole e regolamenti si riposano posteggiando dove non dovrebbero perché gli spazi a loro riservati non sono sufficientemente ombreggiati.
Li trovi parcheggiati sul lungarno (da Del Tempio fino ad Aldo Moro) rigorosamente all’ombra, rigorosamente negli spazi riservati alle auto, rigorosamente con le ruote su marciapiedi e piste ciclabili e rigorosamente a motore acceso per tenere l’aria condizionata funzionante.
E pensare che hanno appena diramato i bollettini da codice rosso per allerta caldo e quindi ozono.
Che respirino pure veleno i fiorentini! I forzati della vacanza quando rientrano sul torpedone hanno diritto al fresco!

Non si può fermare il turismo dicono alcuni. Vero.
Ma si può e si deve fermare il disastro ambientale perché anche se non è simpatico e pare classista certe località sono fragili e non possono essere per tutti.

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