Un quarto d’ora di pioggia e … nel sottopasso de Le Cure serve il canotto

sottopasso_cure_firenze-1Ci risiamo….

Un forte temporale, peraltro ampiamente previsto all’alba. Un quarto d’ora o poco più di pioggia in un lunedì di fine luglio è più che sufficiente per allargare completamente il sottopasso de Le Cure. Ancora….

E’dal 2012 che, ad oggi pioggia un po’ intensa il fenomeno delle cascate de Le Cure si ripete. Totò che il sottopasso lo vive e lo abita da almeno 25 anni impreca e smadonna.

E anche oggi alle 10.30 e quindi almeno tre e ore dopo la forte pioggia è lì, ramazza e segatura in mano che apre caditoie, raccoglie foglie, libera tombini e cerca in qualche modo di asciugare l’enorme lago in cui affondano instabili le ruote dei ciclisti e su cui traballanto i pochi pedoni che si azzardano a guadare.

“È sempre così racconta l’abitante del sottopasso. Sono anni che lo dico ma loro che fanno? Niente! Tanto c’è Totò Dinamite dicono”.

Orgoglioso del suo soprannome e della sua celebrità, ma molto meno del fatto di essere considerato “da quelli del Palazzo” il fesso che pulisce e sistema pagando da solo detersivi e segatura.

“Qui servono vigili e custodi. Spesso c’è gentaglia, ma soprattutto ad ogni pioggia è così. Quando c’è la trivella poi tutto trema, qui ci sono danni, il vetrocemento è rotto ma tutti se ne fregano…”

Come dare torto a Totò che con la sua schiettezza e sintesi tipica di chi la vita l’ha avuta dura ma lotta e non si arrende. Come non essere d’accordo con lui quando dice che è anni che succede questo ma nessuno muove un dito…

Forse c’è qualche inghippo di competenze, forse è solo burocrazia ma la situazione è davvero pesante lì nel sottopasso. In casa di Totò.

 

 

 

 

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*