Vaccini: basta alle stupide leggende

virus_6_10111E’ il momento di dirlo chiaro e forte. Basta con le balle galattiche e il terrorismo sui rischi da vaccino che sta pericolosamente riportando nelle corsie degli ospedali italiani malattie che erano state debellate.

Non siamo noi a dirlo, ma la scienza internazionale e l’organizzazione mondiale della sanità e allora nel ribadire che saremo sempre al fianco della scienza ufficiale e che crediamo basilare che una società difenda tutti i suoi cittadini e non solo alcuni…

Il Ministero della Salute ha rilasciato alcuni giorni fa i dati sui casi di morbillo:
Dall’inizio dell’anno 2017 sono già stati registrati oltre 700 casi (in tutto il 2016 erano stati 844, 220 se mettiamo a confronto lo stesso periodo dello scorso anno).”
È un dato assolutamente “atteso”. Per Giovanni Maga, virologo del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) il ritorno del morbillo in Italia non è affatto una sorpresa. 

Ce lo dovevamo aspettare. Dopo i dati che indicavano il calo delle vaccinazioni sotto la soglia di sicurezza – spiega  – dovevamo aspettarci che quello era solo il primo segnale che ci sarebbe stato presto o tardi una nuova fiammata epidemica. I dati del Ministero della Salute che indicano un aumento in questi primi due mesi e mezzo dell’anno del 230% dei casi, non lasciano spazio a dubbi”.

Con un virus come quello del morbillo (Paramyxovirus) che è estremamente veloce nel diffondersi, “ha un tasso di contagiosità quattro volte più elevato di quello dell’influenza” spiega Maga, “è normale vedere questi tassi di incremento così rapidi”.

downloadMa il perchè è presto detto. La riduzione del numero dei bambini vaccinati (soprattutto contro il morbillo) è la diretta conseguenza di un caso eclatante di bufala scientifica.
Nel 1998 il medico britannico, Andrew Wakefield, pubblicò una ricerca su una importante rivista scientifica in cui si dimostrava che esisteva un rischio autismo per i bambini che venivano vaccinati con il vaccino trivalente. Nonostante successivamente Wakefield abbia ammesso di aver falsificato i dati, e la sua conseguente radiazione da parte dell’ordine dei medici, quella bufala scientifica ha dato la stura a un vasto fronte di opinione pubblica da sempre diffidente nei confronti dei vaccini in particolare e della scienza in generale.

“Se il livello di vaccinazione scende sotto una certa soglia – dice Maga – che è quella del 95% è difficile contenere la diffusione del virus, soprattutto all’interno di settori della popolazione ben definiti”.
Purtroppo – aggiunge il virologo – negli ultimi anni “si è diffusa e consolidata una certa resistenza contro la vaccinazione da parte dei genitori dei bambini in età scolare che, a loro volta, sono scoperti dalla vaccinazione. Così il virus passa, attraverso le famiglie dalle scuole ai luoghi di lavoro e nel breve giro di una settimana è in grado di diffondersi in una intera città“.

A non funzionare è il sistema attuale della “vaccinazione consigliata e gratuita”.
Non funziona è arrivato il momento come sta facendo la regione Toscana, di avviare una discussione molto seria sulla vaccinazione obbligatoria”.

Alberto Villani, che dirige il reparto di Malattie infettive dell’Ospedale Bambin Gesù parla chiaramente di situazione estremamente preoccupante:
“solo nel nostro ospedale abbiamo diversi bambini sotto l’anno di età ricoverati per il morbillo, e abbiamo avuto addirittura dei lattanti contagiati magari dal fratellino. C’è stato già anche un caso di panencefalite sclerosante, una delle complicanze più gravi della malattia”.
La responsabilità, sottolinea Villani, è del calo delle vaccinazioni. “Quello che si è sempre temuto si sta verificando. Con questo atteggiamento nei confronti delle vaccinazioni mettiamo a rischio soprattutto i più piccoli, quelli che non hanno l’età o non possono vaccinarsi. Il morbillo è una malattia pericolosa, in un caso su mille dà encefalite, in uno su diecimila porta alla morte.

Anche la dottoressa Francesca Vichi del reparto di malattie infettive dell’Ospedale di Santa Maria Annunziata di Firenze non ha alcuna esitazione quando si affronta l’argomento:
“Non se ne discute nemmeno i vaccini sono fondamentali!”

Le Regioni devono interrogarsi sulle proprie responsabilità, e sbrigarsi a mettere in atto il piano vaccinale. Hanno in mano la salute della popolazione che devono difendere anche dalle pericolose bufale della salute.
Ben venga allora la decisione della regione Toscana e dell’Assessore Stefania Saccardi: a scuola non si va se non si è vaccinati! Senza se e senza ma. La salute dei più non può passare nelle follie di pochi.

 

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