Via Gioberti. Mossa con brio

I lavori di riqualificazione di via Gioberti sono ormai diventati quella che, nella filastrocca da bambini ci narrava essere la novella dello stento.

Anni che se ne parla, leggenda metropolitana dice che lo si faceva anche mentre si spalava il fango dopo il novembre 1966, di certo c’è però che le carte in tavola furono messe, per la prima volta dall’amministrazione Domenici. Due sindaci fa.

E’ con la giunta Nardella la svolta, anzi già in campagna elettorale sia il sindaco che il Presidente del Quartiere 2 Michele Pierguidi si sono giocati le elezioni su questo tema.
La certezza che i soldi in cassa c’erano – o almeno sarebbero arrivati a breve come risarcimento dell’enorme buco creato a Firenze di Rfi per il sottoattraversamento – e il cantiere era prossimo a partire.

Solo che era già pronto… a partire nel 2017 e poi non se n’è fatto di niente e pochi giorni fa, l’Assessore Giorgetti alla presenza dei commercianti aderenti al Centro Commerciale Naturale Le Cento Botteghe durante una recente riunione, ha detto: ci siamo!
A marzo si parte, o almeno si dovrebbe.

Ma proprio in dirittura d’arrivo ecco la fronda interna.
Un gruppetto di “ribelli” che non si sentono rappresentati dal Centro Commerciale Naturale e forti delle posizioni di alcuni residenti terrorizzati dalle transenne e di assistere alla transumanza delle auto nelle vie laterali già vittime del parcheggio selvaggio di chi residente non lo è, alzano il braccio e gridano no!
I lavori non si devono fare. Sarebbero un suicidio. Va bene così.

Ma come ribattono gli altri. I marciapiedi sono stretti, impraticabili in alcuni casi, gli incroci violati dal parcheggio selvaggio e i lavori servono per riqualificare la zona; anche stringendo i denti e sopportando transenne per meno tempo possibile.

Noi in via Gioberti ci siamo stati a registrare opinioni, malumori, certezze e proteste.
Ciò che più ci ha colpito la grande voglia di pedonalizzazione dei residenti che però lo dicono sì, ma in silenzio e a testa bassa.
66-centobottegheE a proposito di silenzio non comprendiamo il tirare il sasso e poi nascondere la mano di alcuni che, leoni a parole poi, visto microfono e telecamera sono diventati agnellini e si sono rifiutati a qualsiasi opinione pubblica.

Ma perché? Esiste un clima di omertà? C’è una spaccatura interna al commercio della via dello shopping dato che alcuni si sentono rappresentati solo da se stessi e non riconoscono Le Cento Botteghe come interlocutore privilegiato dell’azione?

Pochi ci hanno messo la faccia, tanti hanno chiesto di abbassare la telecamera e ci hanno lasciato solo qualche parola annotata sul taccuino e tanti altri ancora si sono proprio rifiutati di dire la loro.

La sensazione è che, dato che la notizia è uscita con un tempismo elettorale sospetto, si voglia strumentalizzare via Gioberti e i suoi negozianti. Ma staremo vigili a vedere
Nadia Fondelli

Videonotizia https://youtu.be/kDgFkKPVtkg

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